12th Kobudo Meeting of Rome

Ritorna il grande Kobudo a Roma

Articolo di Bordo Vittorio
Foto di Fabrizio Bagnoli e Alessia Parisse

Finalmente, dopo oltre due anni di pandemia e di programmazioni ridotte ai minimi termini, il Grande Kobudo è tornato a Roma; e se mi permetto di scrivere “Grande” con la G maiuscola è solo per sottolineare lo spessore dei personaggi che quest’anno hanno dato lustro alla Kermesse Internazionale con la loro presenza; infatti, dopo un periodo di alterne fortune con il Covid ed altre vicissitudini personali, il M° Ettore Morolli, cuore e spirito della Kobudo Italia, è riuscito a portare contemporaneamente a Roma non uno, ma ben due Maestri di spessore mondiale e di chiara fama internazionale: il M° Oshiro Zenei, volto ormai noto della Manifestazione, ed il M° Hiroshi Akamine, autorità indiscussa nel settore ed erede materiale e spirituale del M° Eisuke Akamine.

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Mettere in piedi un Evento di tale portata e sostenerne lo sforzo organizzativo necessario é stato possibile solo grazie ad un team di persone affiatate e con la visione dell’intero progetto ben chiara in mente: è stato necessario stringere accordi con Hotel e Ristoranti, affittare Palazzetti, prenotare aerei, accompagnare i Maestri, tradurre e, visto che ai Seminari faceva seguito l’oramai tradizionale Competizione Internazionale, è stato necessario reclutare Arbitri e Presidenti di Giuria esperti, raccogliere le iscrizioni, fare le Pool, organizzare le premiazioni e le classifiche, acquistare Targhe, Coppe e Medaglie, e molto altro ancora. Tutto ciò è stato possibile solo grazie alla collaborazione leale e disinteressata di numerosi Tecnici e Atleti.

Sebbene si siano verificati alcuni imprevisti che hanno momentaneamente messo in difficoltà gli organizzatori, come la temperatura eccezionalmente calda di quei giorni, la manifestazione può considerarsi ben riuscita, tanto che i due esperti giapponesi hanno riconfermato la loro presenza per il prossimo anno (salvo nuove calamità…).

Come ormai da tradizione consolidata, scopo dichiarato della Kermesse è quello di riunire in un unico luogo ed in un unico evento tutti gli appassionati del settore, di ogni estrazione o stile, al fine di promuovere la disciplina nel suo complesso; fornire una vetrina in cui tutti gli interessati, esperti o meno che siano, possano trovare materiale utile per crescere o per avvicinarsi a quest’arte marziale; dove scuole diverse possano confrontare il proprio repertorio tecnico in un ambiente confortevole e accogliente, privo di falso agonismo e secondi fini.

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In questo modo, il Meeting, si presenta come utile strumento per cementare i rapporti tra le Scuole stesse generando quella comunione di intenti che permette a qualsiasi comunità di affrontare al meglio le sfide che gli si presentano innanzi e gettare solide fondamenta che sole garantiscono la possibilità di porre in essere progettualità di ampio respiro.

Questo sogno, seppure fortemente utopistico, si sta rivelando non solo realizzabile ma, addirittura, in parte già realizzato.

Mettendo al tavolo i due Maestri giapponesi e i Tecnici italiani si è riuscito ad ottenere il minimo comune multiplo intorno a cui costruire i prossimi eventi e l’ossatura generale di un progetto comune.

Innanzi tutto Seminari e Competizioni viaggeranno su due binari separati ma paralleli; entrambi gli esperti concordano su una durata più ampia dei seminari, possibilmente articolati sui tre giorni (venerdì, sabato e domenica); viceversa la competizione, che implica uno sforzo organizzativo altrettanto importante, viene dirottata in un’unica giornata ad essa dedicata e slegata dai Seminari. In questa maniera, frazionando gli appuntamenti in cellule più piccole, si dovrebbe riuscire a ridurre il peso dell’impegno sostenuto sia dagli atleti che dagli organizzatori, lasciando contemporaneamente ai due Maestri giapponesi lo spazio richiesto.

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Passando alla nuda cronaca degli avvenimenti, la giornata di sabato 18 giugno è stata dedicata ai Seminari che si sono svolti simultaneamente in due differenti strutture; ciascun Maestro ha presentato il proprio programma in maniera autonoma ed indipendente, senza nessun vincolo da parte degli organizzatori. Ciascuna Scuola ha fruito di una propria area di lavoro in cui potersi allenare autonomamente con i rispettivi Tecnici ed ai propri Programmi; la possibilità di confronto diretto o di collaborazione è stata demandata direttamente ai Responsabili di Settore, che hanno potuto scegliere liberamente se collaborare con altri Stili oppure lavorare in maniera autonoma. Le sessioni di lavoro sono state ulteriormente suddivise fra Atleti Esperti, che hanno utilizzato le armi che presentano difficoltà tecniche superiori (come Eku, Kama, Sansetsukon, Timbei, Nunti-bo e Kuwa), e i meno esperti che, per nulla intimoriti dalla presenza degli altri, si sono cimentati con le “Armi Base” (Bo, Sai, Tonfa e Nunchaku).

La giornata di domenica è stata dedicata alla tradizionale competizione di Kata di Kobudo nella quale  numerosissimi appassionati hanno potuto apprezzare le molteplici sfaccettature tecniche e hanno avuto la possibilità di vedere i vari stili a confronto in una gara dai ritmi serrati.

 

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La Competizione è stata suddivisa per Specialità (ovvero le armi), Età, Sesso e Grado, in modo da poter collocare ciascun Atleta in una Pool attagliata al proprio livello. Ogni partecipante ha potuto, così, calcare il tatami dimostrando la propria abilità scegliendo la Specialità e i Kata più confacenti alla propria preparazione ed al proprio bagaglio tecnico. Naturalmente un’attenzione particolare è stata riservata ai più giovani che per la prima volta si sono cimentati nel maneggio delle armi; oltre ad usare “armi” in gomma e/o legno, e comunque adatte all’utilizzo da parte dei bambini, sono stati gratificati con premi e attestati di partecipazione.

L’intera competizione, organizzata su due tatami per dividere gli Atleti Esperti dai Principianti, è stata caratterizzata da un elevatissimo tasso di sano agonismo e da una notevole performance tecnica e stilistica. Sulle due aree di gara gli atleti più giovani hanno dimostrato tutta la propria esuberanza e voglia di primeggiare, mentre quelli più esperti si sono sfidati esibendo anche Kata particolari o armi inusuali (da notare in particolar modo il Kata di Kuruman Bo di Riccardo Menicucci e quello di Tinbei di Carlo Mangione), comunque sempre di elevatissimo spessore tecnico, che hanno suscitato sicuramente l’interesse del pubblico, ma spesso anche  quello degli addetti ai lavori, non di rado mettendo a dura prova le capacità di giudizio degli Arbitri.

Arbitri precedentemente formati e preparati nei Corsi di Formazione Regionali e sottoposti ad un ulteriore briefing di perfezionamento prima di partecipare alla competizione.

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Oltre gli atleti vincenti, al termine della giornata sono state premiate anche le Società partecipanti ed i Maestri intervenuti all’Evento. A seguire l’elenco delle prime otto Società Classificate:

1° Classificata: Asd KAISHU del M° Francesco Nardi (Roma)
2° Classificata: Bushido Subiaco del M° Diego Checchi (Subiaco – RM)
3° Classificata: ShinryuDojo del M° Carlo Mangione (Napoli)
4° Classificata: White Tiger del M° Martin O’Malley (Ireland)
5° Classificata: Asd Yuushikan del M° Fabio Gentileschi (Baschi – TR)
6° Classificata: Kobudo Tuscia del M° Vittorio Bordo (Tuscania – VT)
7° Classificata: Etna Kai del M° Antonio Granata (Catania)
8° Classificata: AOKKS del M° Roan Morand (Swiss)

Ambedue le giornate hanno visto la nutrita partecipazione di Atleti e Stagisti provenienti anche dall’estero e spesso con relativi familiari al seguito. Sebbene i numeri non abbiano raggiunto la mole pre-covid, resta tuttavia un risultato di tutto rispetto che fa ben sperare per il futuro.

Come da ormai consolidata tradizione, le due giornate di allenamento e di gara sono terminate con un evento conviviale collettivo in cui Atleti e Maestri seduti allo stesso tavolo hanno approfittato per scambiare idee e impressioni, ma soprattutto per consolidare i rapporti interpersonali che si sono instaurati nel corso degli anni.

Caratteristica predominante della due giorni è stata l’assoluta libertà di partecipazione; ciascun Atleta, Scuola o Maestro  ha potuto decidere liberamente se partecipare al solo Seminario o anche alla Competizione o alla sola Competizione tralasciando tutti gli allenamenti; gareggiare per una sola Specialità o per più Specialità o, addirittura, assistere solamente all’Evento senza prendervi parte alcuna.

Vorrei concludere quest’articolo riportando il commento che ho sentito dai due eminenti giapponesi che, forse inconsapevoli di essere ascoltati e soprattutto compresi, hanno ripetuto più volte riferendosi alla manifestazione: “Ichariba-choode”[行逢りば兄弟] che letteralmente significa “una volta incontrati” [行逢りば] “siamo come fratelli” [兄弟]; ed è un detto giapponese che si riferisce ad un ambiente diverso da quello familiare ma in cui ci si sente come a casa.

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In calce, una breve nota biografica relativa ai Maestri in Cattedra.

Il M° OshiroZenei,  8° Dan di Kobudo stile Matayoshi, allievo diretto del M° Shinpo Matayoshi ed ex responsabile di Stile per l’Europa, è attualmente membro della Commissione di Kobudo della FFKDA (Fédération Française de Karaté et Disciplines Associées; Federazione Francese riconosciuta dal CIO), nonché Direttore Tecnico della AIKO (Académie Internationale de Kobudo d’Okinawa) a cui sono associate numerose Scuole in tutto il Vecchio Continente. Attualmente vive ed insegna a Parigi.

Il M° Hiroshi Akamine, 9° Dan Ryukyu Kobudo Shimbukan; Shihan di Stile, quarto figlio di Eisuke Akamine; ha iniziato gli studi con il padre per poi proseguire con Shinken Taira. Nel 2011 ha fondato la Ryukyu Kobudo Shimbukan, basata sulle tecniche apprese dal padre di cui è il Presidente e Direttore Tecnico. Vive ed insegna ad Okinawa nella città di Tomigusuku.

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